Stasera ricomincia Incipit, 12 lezioni presso la libreria Massena28. Il nostro primo docente è Matteo B. Bianchi autore di Generations of love.
Iniziamo con una domanda facile facile… perché scrivi?
Perché mi piace troppo leggere e mi auguro che ogni tanto qualche lettore possa provare coi miei libri quello che è capitato a me leggendo certi libri.
Parliamo del tuo metodo: dove, come, quando scrivi?
Non ho metodi, ed è un problema. In genere però scrivo la mattina ma sono poco metodico. Per costringermi a essere più produttivo e concentrato spesso scelgo di andare in una biblioteca pubblica, circondato da gente in silenzio che studia. Lì riesco a scrivere meglio che altrove.
Cosa pensi dell’ispirazione? Aspetti che arrivi lei per scrivere, o pensi che si faccia viva a forza di lavorare?
L’ispirazione originale arriva quando capita (a me è successo di avere idee fondamentali durante un concerto rock così come un viaggio in treno o al cinema, guardando un film che niente aveva a che vedere con l’intuizione che ho avuto). Diverso è il discorso per quanto riguarda il lavoro successivo: molto di quello che si scrive in un romanzo, per esempio, nasce direttamente sulla pagina, scrivendo.
Chi è il tuo lettore ideale? E pensi serva qualcuno di fidato a cui far leggere il lavoro in anteprima?
Non ho in mente un lettore ideale. Ho capito che (fortunatamente) i miei libri arrivano a un pubblico molto variegato, a gente anche lontanissima da me e questo mi entusiasma. Le letture ad alcuni lettori fidati in anteprima servono a chiarire alcuni dubbi, ma i dubbi fondamentali un autore deve purtroppo risolverli da solo.
Quali sono i tuoi autori e artisti di riferimento?
Andy Warhol, Pedro Almodovar, Douglas Coupland, Georges Perec, PierVittorio Tondelli
Qual è stato il libro che ti ha fatto pensare “anch’io voglio scrivere così”? E quello “posso fare meglio di così”?
Ho sempre amato scrivere, ma quando a vent’anni ho letto “Ballo di famiglia” di David Leavitt è stato uno shock: mi ha sconvolto al punto che ho capito che volevo diventare uno scrittore anch’io, che da quel momento mi sarei impegnato per raggiungere quello scopo. Non penso spesso “Posso fare meglio di questo autore”. Penso piuttosto “Io un libro del genere non lo scriverei mai”.
Qual è il peggiore momento nella stesura di un testo? E come lo superi?
Quando la fine del romanzo è ancora lontana e allo stesso tempo sei già così avanti nella stesura del libro che non puoi più abbandonarlo. A me crea veri e propri abissi di scoramento. Per superarlo spesso mi metto a scrivere le parti finali del romanzo: mi aiuta a vedere la luce in fondo al tunnel.
Come affronti le critiche?
Se provengono da persone che stimo o che so essere sincere, benissimo: mi aiutano molto a migliorare. Ma le critiche maligne e anonime (per esempio alcune cattiverie sui miei libri che a volte ho letto su internet) mi feriscono, soprattutto per la loro gratuità.
La tua lezione per Incipit parla di come scegliere e farsi scegliere da un editore: ce la presenti in poche parole?
In breve: per aspirare ad entrare nel mondo editoriale non c’è niente di meglio che conoscerlo. L’esordiente deve capire quali sono le riviste, gli editori adatti al tipo di testi che scrive. E’ un enorme passo avanti.
Per finire, un consiglio agli aspiranti.
Leggete molto, soprattutto sforzatevi di confrontarvi coi testi di altri esordienti. Vi aiuteranno moltissimo a capire quali errori non ripetere e cosa invece perfezionare dei vostri racconti o romanzi.
Nota biografica
Matteo B. Bianchi vive e lavora a Milano. Ha pubblicato Generations of love uscito per Baldini & Castoldi nel 1999. Seguono Fermati tanto così e Esperimenti di felicità provvisoria entrambi per Baldini Castoldi Dalai. Autore televisivo (Very Victoria e Victor Victoria) e teatrale (Bigodini), ha creato la trasmissione Dispenser di RadioRai2 e il web magazine ‘tina.
Promemoria in conclusione
La lezione di Matteo B. Bianchi Scegliere un editore, farsi scegliere da un editore si terrà martedì 23 febbraio.








