Domani è il turno di Camilla Corsellini, bolognese, giornalista e scrittrice bolognese, autrice del saggio-fiction La banda della Uno bianca (Bevivino editore) che ci parlerà del noir, del giallo e del thriller.
Iniziamo con una domanda facile facile… perché scrivi?
Scrivo per fare i conti con quello che non c’è e per cercare di rallentare le cose: vanno troppo in fretta. Scrivo per fermare su carta dei dettagli che altrimenti andrebbero perduti. E forse anche per cercare un senso. Quello che si scopre è sorprendente.
Parliamo del tuo metodo: dove, come, quando scrivi?
Scrivo a qualsiasi ora su taccuini a righe, meglio quando sono in viaggio, molto bene in treno. Le idee per le storie arrivano dai racconti delle persone, ma anche dalla lettura dei giornali. Ho un archivio pieno di ritagli di storie strane, di interviste e articoli scientifici, che poi trasformo in narrazione. Per cominciare a scrivere, parto da una frase poi penso a come finirà la storia e cerco di arrivare dal punto d’ingresso al punto d’uscita.
Cosa pensi dell’ispirazione? Aspetti che arrivi lei per scrivere, o pensi che si faccia viva a forza di lavorare?
L’ispirazione è il momento in cui incroci la storia e capisci che vuoi raccontarla. Alla base di ogni narrazione sta la necessità di raccontare. Tutto il resto è lavoro e fatica. Scrivere si impara scrivendo: è un allenamento, una disciplina.
Chi è il tuo lettore ideale? E pensi serva qualcuno di fidato a cui far leggere il lavoro in anteprima?
Ho una vera squadra di amici-lettori: un’editrice, uno scrittore, un editor, mio marito, il mio migliore amico. Se la storia resiste a tutte queste letture diverse significa che funziona.
Quali sono i tuoi autori e artisti di riferimento?
Mi piacciono scritture molto diverse, ma col comune denominatore dell’originalità e della forza espressiva. Tra gli autori stranieri preferisco gli americani: Flannery O’ Connor, Patricia Highsmith, William Faulkner, Kurt Vonnegut e Shirley Jackson. Tra gli italiani: Tullio Avoledo, Marcello Fois, Michele Mari e Franco Stelzer.
Qual è stato il libro che ti ha fatto pensare “anch’io voglio scrivere così”? E quello “posso fare meglio di così”?
Estate 1989. Il libro era Racconti fantastici di Guy de Maupassant. Storie morbose, inquietanti che ti si incollavano addosso. Questo mi piacerebbe scrivere: parole che restano attaccate a chi le legge. Se un libro non mi piace invece smetto di leggerlo: la lettura per me è solo piacere.
Qual è il peggiore momento nella stesura di un testo? E come lo superi?
Momento peggiore: la pagina bianca. Mi immergo nel mio archivio, trovo un incipit e comincio a scrivere.
Come affronti le critiche?
Molto bene, le critiche sono utilissime. Sono il mio giudice più severo. Quello che possono dirmi gli altri è nulla al confronto della mia patologica autocritica.
La tua lezione per Incipit riguarda della struttura della narrazione: ce la presenti in poche parole?
La mia lezione sarà divisa in due parti: nella prima parlerò delle regole del romanzo noir che ha qualche obbligo in più rispetto alla narrazione tout court: dal mistero che dà il via alla storia alla costruzione di personaggi e di un contesto credibili fino alla soluzione finale; nella seconda correggerò i testi degli allievi, ai quali ho dato il compito di scrivere un racconto noir di una cartella a partire da un incipit misterioso.
Per finire, un consiglio per gli aspiranti.
Non vi chiudete nelle vostre certezze. Non dite mai di una cosa che avete scritto: questo è il mio modo di scrivere. Per avere un modo di scrivere bisogna lavorare anni e, anche allora, il consiglio di chi vi legge è fondamentale. Siate semplici. Siate disposti a cancellare tutto e ricominciare da capo. Lo so, sembra difficile, ma la scrittura è questo: un lavoro bellissimo e faticoso.
Nota biografica
Camilla Corsellini è nata a Bologna nel 1973. E’ autrice teatrale, scrittrice, giornalista e coordinatrice di eventi letterari e culturali. Vive a Milano e ha pubblicato il romanzo docu-fiction La banda della Uno bianca (Bevivino Editore), selezionato per il Premio Azzeccagarbugli 2005.
Promemoria in conclusione
Camilla Corsellini, La narrativa di genere: noir, giallo, thriller, 15 dicembre ore 19,30
Marco Peano, torinese classe 1979, è scrittore, insegnante ed editor. Si occupa di narrativa italiana per Einaudi. Insegna allo Ied di Torino. Ha pubblicato racconti su Hollywood Party (Zandegù), Help! The Beatles! (Lampi di stampa), Gli intemperanti (Meridiano Zero). Insieme a Giorgio Vasta cura il progetto
Così inizia La banda della Uno bianca (2004, Bevivino Editore), saggio-romanzo e opera prima di 




