Buon anno a tutti! Dopo la pausa per le vacanze natalizie, rieccoci con la lezione di Francesca Genti, autrice di Poesie d’amore per ragazze kamikaze (Purple Press) che si terrà martedì 12 gennaio alle ore 19,30.
Iniziamo con una domanda facile facile… perché scrivi?
Non mi son mai posta la domanda in questi termini, scrivo e basta. Fin da piccola mi è venuto spontaneo usare come mezzo espressivo la scrittura, e fin da piccola ho scritto poesie.
Parliamo del tuo metodo: dove, come, quando scrivi?
Scrivo solitamente a casa, in cucina, ma mi è capitato di scrivere anche al bar o sulla metro. Preferibilmente di pomeriggio tardi (non sono molto mattiniera, anche se mi piacerebbe, ma proprio non ce la faccio). Sul pc, raramente a mano. Poi stampo su foglietti colorati, tipo origami e attacco le poesie in giro per la casa, fino a quando non saranno pubblicate.
Cosa pensi dell’ispirazione? Aspetti che arrivi lei per scrivere, o pensi che si faccia viva a forza di lavorare?
Aspetto paziente che arrivi, non mi forzo mai a scrivere niente e prima di buttare le parole sul foglio le rumino per un bel po’, anche mesi, qualche volta anni.
Chi è il tuo lettore ideale? E pensi serva qualcuno di fidato a cui far leggere il lavoro in anteprima?
Quando scrivo spesso dedico mentalmente la poesia a una persona specifica, in carne e ossa, ma un lettore ideale non ce l’ho…
Appena finito di scrivere mando le mie poesie a una cerchia di amici fidati e spesso a mia madre, ma è più un rito che altro.
Quali sono i tuoi autori e artisti di riferimento?
Condivido tutto quello che Jean Dubuffet dice riguardo l’espressione artistica. Amo molto il mondo di Yayoi Kusama che mi ispira, vorrei vivere dentro una sua istallazione!
Per la poesia Sandro Penna e Giorgio Caproni.
Qual è stato il libro che ti ha fatto pensare “anch’io voglio scrivere così”? E quello “posso fare meglio di così”?
La scrittura di Bukowski da sempre mi galvanizza e mi fa venire voglia di scrivere, ma soprattutto la musica e l’arte visiva mi danno la spinta, aumentando la mia vitalità che si esprime nella scrittura.
Libri mediocri ce ne sono così tanti, però non mi fanno pensare “posso fare meglio di così”, perché li smetto subito, tutt’al più mi deprimono un po’, quindi non li finisco. Dei grandi non mi piace per niente Carver, non capisco la sua scrittura e dove voglia arrivare.
Qual è il peggiore momento nella stesura di un testo? E come lo superi?
Non ho particolari problemi con la stesura di un testo, ma mi capita di non scrivere anche per lunghi periodi (il massimo è stato due anni), ma non mi sono mai preoccupata più di tanto, faccio altro, per esempio lavori di arte visiva.
Come affronti le critiche?
Me la prendo moltissimo e difendo a spada tratta i miei testi.
La tua lezione per Incipit riguarda “il poetese e gli stereotipi linguistici da evitare”: ce la presenti in poche parole?
È una lezione sulle ingenuità che può scrivere chi si accosta alla scrittura poetica. Particolari costruzioni o parole che, nell’immaginario collettivo, “fanno poesia”, ma non voglio svelare troppo…
Per finire, un consiglio per gli aspiranti.
Tenete presente questo meraviglio distico di Sandro Penna:
Moralisti
Il mondo che vi pare di catene
tutto è tessuto di armonìe profonde.
Nota biografica
Francesca Genti è nata a Torino nel 1975 e ora vive e lavora a Milano. Si occupa di narrativa per bambini e adolescenti ed è redattrice, poetessa, performer.
Da sei anni coordina con la collega poetessa Anna Lamberti Bocconi la rassegna poetica (reading, presentazioni e letture aperte) I giovedì di Turro. Oltre alla poesia, realizza lavori di arte visiva e ha al suo attivo alcune mostre.
Lavora come paroliera: suo il testo della canzone Dark Room dei Baustelle.
Ha pubblicato molti racconti su antologie italiane e straniere e i libri Poesie d’amore per ragazze kamikaze (Purple Press), Il vero amore non ha le nocciole (Meridiano Zero), Il cuore delle stelle, aggiornatissimo catalogo dei maghi, (Coniglio Editore) e Bimba Urbana (Emilio Mazzoli Editore).
Promemoria in conclusione
Francesca Genti, Il poetese e gli stereotipi linguistici da evitare, martedì 12 gennaio 2010, ore 19,30.